La prova tangibile e convincente di un De Caro che investiga, analizza, scruta il cuore delle cose deriva proprio dalla sua pittura, dove, unitamente alla perizia indagatrice, si aggiunge l’impegno costante, assiduo e tenace cui derivano esisti davvero felici e suggestivi.

La figura, il paesaggio, I temi sacri e quelli profani sono la continuità di un bisogno interiore che non si esaurisce nll’apparenza di un assunto formale, ma scava in profondità con maniacale perizia e raffinato gusto nella definizione di un volto, un vezzo oppure semplicemente la morbida piega di un drappo.

E’ in questa chiave che l’opera di De Caro va letta e, se possibile, compresa per comprendere insieme la psicologia dell’artista e ciò che egli ha voluto e vuole rappresentare.

Sigfrido Oliva

Natura Morta

Il soggetto inanimato diventa protagonista autonomo della figurazione

Nel dilagare di un’arte troppo spesso espressione del nulla o, peggio, del volgare e del blasfemo, il Maestro De Caro scava all’interno di persone e cose, senza remore o pregiudizi estetici, estraendone significati ed espressioni normalmente ignorati o difficilmente traducibili.

L’impianto robusto ed essenziale, il tratto sicuro e il colore generoso non sono mai fine a se stessi, ma funzionali ad una luce misteriosa che emerge sempre da ogni soggetto, catturando infallibilmente lo sguardo attento di chi sappia ancora provare genuine emozioni.

Prof. Amelio Cimini

Religione

Il pittore ufficiale di Padre Pio